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SBIRIGNAUS

cosa si muove dentro?

SBIRIGNAUS

cosa si muove dentro?

Hai presente quella sensazione che ti prende allo stomaco quando le cose non vanno come vorresti?
Il famoso nodo allo stomaco.

Quella cosa che non sai decifrare, che ti porta confusione, che vorresti non sentire più perché vuoi andare avanti… ma che è lì, presente.

Cos’è?
Niente paura, è solo uno SBIRIGNAUS!

Non ricordo esattamente dove ho sentito per la prima volta questa parola, ma secondo me descrive benissimo quella sensazione a cui non sai dare un nome. Un po’ come le onomatopee nei fumetti: suoni che diventano parole e acquistano significato.

Lo SBIRIGNAUS è la risposta del nostro corpo a ciò che abbiamo dentro e non vogliamo vedere.
Oltre alla reazione fisica, lì si muovono emozioni, pensieri e anima.
Ecco perché è importante ascoltarlo: ci parla di ciò che abbiamo taciuto.
Purtroppo spesso lo ignoriamo, e così si accumula, togliendoci benessere.

Perché si accumulano?
Perché il mondo dentro di noi è vivo tanto quanto quello fuori, e ha bisogno di essere visto, compreso, vissuto.
Spesso ci fa paura, non gli diamo importanza, abbiamo fretta di vivere e di fare, ma così viviamo solo a metà.
È comprensibile questa “fuga” dal nostro dentro e dai suoi SBIRIGNAUS, perché richiedono presenza con noi stessi.

Invece è necessario ascoltarsi! 
Il nostro vissuto non espresso rimane in noi, ci appesantisce e ci logora.
Probabilmente abbiamo dentro un magazzino pieno di SBIRIGNAUS: che fare?
Li facciamo uscire!
Altrimenti rischiamo di fare il botto!

Ci sono tanti strumenti che possono aiutarci a liberare i nostri sbirignaus, ma non esiste un metodo uguale per tutti.
Ognuno deve trovare quello più affine a sé.

Per me lo strumento più in sintonia è stato l’Arteterapia.
È stato un incontro magico: fino a quel momento il mio benessere era ostaggio di qualcosa di molto più grande di me.
Avevo provato vari strumenti di crescita personale, ma continuavo a sentirmi Davide davanti a Golia.
Il mio magazzino era talmente pieno di SBIRIGNAUS che ne avevo dovuti “costruire altri”!
Li sentivo tutti.

Ad un certo punto, ho smesso di averne paura, ma non sapevo ancora come liberarmene. 
Poi è arrivata lei: l’ARTETERAPIA.
Con la sua gentilezza, leggerezza e profondità, mi ha permesso di farli uscire uno a uno.
Non erano più giganti, perché ho capito che erano solo risposte taciute, che volevano essere viste, ascoltate e poi lasciate andare.

Perché erano rimaste taciute?
Per tanti motivi: il bisogno di essere amata, accettata, adeguata, ubbidiente… ognuno ha i suoi “perché”.
Ma quel silenzio era tossico.
Era un silenzio conscio (voluto), ma soprattutto inconscio: la parte di noi che non conosciamo, ma che è comunque parte di noi.

Questo è il dono dell’Arteterapia.
Per questo ho deciso di farne la mia professione.
La sua magia è stata restituirmi il benessere attraverso la comprensione che l’unica via è sempre e solo l’Amore.

Amore per me stessa: per il mio vissuto, per le esperienze, per le gioie e per i dolori.
Amore che accoglie anche ciò che pesa, ciò che fa male, ciò che avrei voluto nascondere.

Perché prima di liberarmi dai miei SBIRIGNAUS… li ho amati.

Hai presente quella sensazione che ti prende allo stomaco quando le cose non vanno come vorresti?
Il famoso nodo allo stomaco.

Quella cosa che non sai decifrare, che ti porta confusione, che vorresti non sentire più perché vuoi andare avanti… ma che è lì, presente.

Cos’è?
Niente paura, è solo uno SBIRIGNAUS!

Non ricordo esattamente dove ho sentito per la prima volta questa parola, ma secondo me descrive benissimo quella sensazione a cui non sai dare un nome. Un po’ come le onomatopee nei fumetti: suoni che diventano parole e acquistano significato.

Lo SBIRIGNAUS è la risposta del nostro corpo a ciò che abbiamo dentro e non vogliamo vedere.
Oltre alla reazione fisica, lì si muovono emozioni, pensieri e anima.
Ecco perché è importante ascoltarlo: ci parla di ciò che abbiamo taciuto.
Purtroppo spesso lo ignoriamo, e così si accumula, togliendoci benessere.

Perché si accumulano?
Perché il mondo dentro di noi è vivo tanto quanto quello fuori, e ha bisogno di essere visto, compreso, vissuto.
Spesso ci fa paura, non gli diamo importanza, abbiamo fretta di vivere e di fare, ma così viviamo solo a metà.
È comprensibile questa “fuga” dal nostro dentro e dai suoi SBIRIGNAUS, perché richiedono presenza con noi stessi.

Invece è necessario ascoltarsi! 
Il nostro vissuto non espresso rimane in noi, ci appesantisce e ci logora.
Probabilmente abbiamo dentro un magazzino pieno di SBIRIGNAUS: che fare?
Li facciamo uscire!
Altrimenti rischiamo di fare il botto!

Ci sono tanti strumenti che possono aiutarci a liberare i nostri sbirignaus, ma non esiste un metodo uguale per tutti.
Ognuno deve trovare quello più affine a sé.

Per me lo strumento più in sintonia è stato l’Arteterapia.
È stato un incontro magico: fino a quel momento il mio benessere era ostaggio di qualcosa di molto più grande di me.
Avevo provato vari strumenti di crescita personale, ma continuavo a sentirmi Davide davanti a Golia.
Il mio magazzino era talmente pieno di SBIRIGNAUS che ne avevo dovuti “costruire altri”!
Li sentivo tutti.

Ad un certo punto, ho smesso di averne paura, ma non sapevo ancora come liberarmene. 
Poi è arrivata lei: l’ARTETERAPIA.
Con la sua gentilezza, leggerezza e profondità, mi ha permesso di farli uscire uno a uno.
Non erano più giganti, perché ho capito che erano solo risposte taciute, che volevano essere viste, ascoltate e poi lasciate andare.

Perché erano rimaste taciute?
Per tanti motivi: il bisogno di essere amata, accettata, adeguata, ubbidiente… ognuno ha i suoi “perché”.
Ma quel silenzio era tossico.
Era un silenzio conscio (voluto), ma soprattutto inconscio: la parte di noi che non conosciamo, ma che è comunque parte di noi.

Questo è il dono dell’Arteterapia.
Per questo ho deciso di farne la mia professione.
La sua magia è stata restituirmi il benessere attraverso la comprensione che l’unica via è sempre e solo l’Amore.

Amore per me stessa: per il mio vissuto, per le esperienze, per le gioie e per i dolori.
Amore che accoglie anche ciò che pesa, ciò che fa male, ciò che avrei voluto nascondere.

Perché prima di liberarmi dai miei SBIRIGNAUS… li ho amati.

Hai presente quella sensazione che ti prende allo stomaco quando le cose non vanno come vorresti?
Il famoso nodo allo stomaco.

Quella cosa che non sai decifrare, che ti porta confusione, che vorresti non sentire più perché vuoi andare avanti… ma che è lì, presente.

Cos’è?
Niente paura, è solo uno SBIRIGNAUS!

Non ricordo esattamente dove ho sentito per la prima volta questa parola, ma secondo me descrive benissimo quella sensazione a cui non sai dare un nome. Un po’ come le onomatopee nei fumetti: suoni che diventano parole e acquistano significato.

Lo SBIRIGNAUS è la risposta del nostro corpo a ciò che abbiamo dentro e non vogliamo vedere.
Oltre alla reazione fisica, lì si muovono emozioni, pensieri e anima.
Ecco perché è importante ascoltarlo: ci parla di ciò che abbiamo taciuto.
Purtroppo spesso lo ignoriamo, e così si accumula, togliendoci benessere.

Perché si accumulano?
Perché il mondo dentro di noi è vivo tanto quanto quello fuori, e ha bisogno di essere visto, compreso, vissuto.
Spesso ci fa paura, non gli diamo importanza, abbiamo fretta di vivere e di fare, ma così viviamo solo a metà.
È comprensibile questa “fuga” dal nostro dentro e dai suoi SBIRIGNAUS, perché richiedono presenza con noi stessi.

Invece è necessario ascoltarsi! 
Il nostro vissuto non espresso rimane in noi, ci appesantisce e ci logora.
Probabilmente abbiamo dentro un magazzino pieno di SBIRIGNAUS: che fare?
Li facciamo uscire!
Altrimenti rischiamo di fare il botto!

Ci sono tanti strumenti che possono aiutarci a liberare i nostri sbirignaus, ma non esiste un metodo uguale per tutti.
Ognuno deve trovare quello più affine a sé.

Per me lo strumento più in sintonia è stato l’Arteterapia.
È stato un incontro magico: fino a quel momento il mio benessere era ostaggio di qualcosa di molto più grande di me.
Avevo provato vari strumenti di crescita personale, ma continuavo a sentirmi Davide davanti a Golia.
Il mio magazzino era talmente pieno di SBIRIGNAUS che ne avevo dovuti “costruire altri”!
Li sentivo tutti.

Ad un certo punto, ho smesso di averne paura, ma non sapevo ancora come liberarmene. 
Poi è arrivata lei: l’ARTETERAPIA.
Con la sua gentilezza, leggerezza e profondità, mi ha permesso di farli uscire uno a uno.
Non erano più giganti, perché ho capito che erano solo risposte taciute, che volevano essere viste, ascoltate e poi lasciate andare.

Perché erano rimaste taciute?
Per tanti motivi: il bisogno di essere amata, accettata, adeguata, ubbidiente… ognuno ha i suoi “perché”.
Ma quel silenzio era tossico.
Era un silenzio conscio (voluto), ma soprattutto inconscio: la parte di noi che non conosciamo, ma che è comunque parte di noi.

Questo è il dono dell’Arteterapia.
Per questo ho deciso di farne la mia professione.
La sua magia è stata restituirmi il benessere attraverso la comprensione che l’unica via è sempre e solo l’Amore.

Amore per me stessa: per il mio vissuto, per le esperienze, per le gioie e per i dolori.
Amore che accoglie anche ciò che pesa, ciò che fa male, ciò che avrei voluto nascondere.

Perché prima di liberarmi dai miei SBIRIGNAUS… li ho amati.

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