Un cammino profondo attraverso l’arteterapia: togli i condizionamenti del clan e ritrova te stesso.
Sotto quelle vesti pesanti che la società e la famiglia ci cuciono addosso fin dall’infanzia, il vero Sé finisce per soffocare lentamente. Ogni volta che acconsenti a una richiesta del tuo clan o delle persone a te più care, vai contro te stessa. Anche quando questa non rispecchia minimamente ciò che realmente vuoi o sei, è esattamente come se indossassi una nuova veste.
Pur di essere amati, accettati e accolti all’interno del nostro nucleo, purtroppo siamo disposti a fare qualunque cosa. Arriviamo persino ad annullare noi stessi, diventando il riflesso perfetto delle loro aspettative, dei loro desideri e delle loro pressanti richieste.
La cosa più dolorosa è che spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Camminiamo nel mondo convinti di aver scelto la nostra strada. In realtà, siamo disposti a uccidere chi realmente siamo pur di rimanere insieme a loro e non deluderli.” Una veste sopra l’altra, una veste dopo l’altra, si crea una corazza che ci allontana dalla nostra essenza.
Senza parlare poi di tutte quelle vesti invisibili che ci vengono messe addosso ancora prima di nascere o di essere concepiti. Arrivano attraverso i passaggi generazionali e i sogni non realizzati di chi è venuto prima di noi. Ma come puoi pensare di vederti nella tua totale verità, con tutti questi strati pesanti sopra di te e dentro di te?
Se senti questo peso e vuoi finalmente ritrovarti, allora l’unica soluzione è iniziare a spogliarti. Puoi trovare spunti e risorse utili per questo cammino di consapevolezza esplorando il sito www.crea-te.it. Questo è uno spazio nato proprio per accompagnarti nella ricerca della tua espressione più autentica.

Se provi a guardarti indietro anche solo per un istante, puoi iniziare a notare quanti ruoli hai dovuto fare tuoi. Spesso lo si fa per sentirti al sicuro e accettato all’interno del tuo sistema familiare e sociale.
C’è ad esempio la veste del bravo figlio, di quello che obbedisce sempre, magari senza fare troppe domande. Esegue ottimamente tutto quello che gli viene detto di fare. Sì, perché in questi meccanismi tutto deve essere sempre perfetto e ottimale.
C’è poi la veste del bravo partner, di quello che accontenta costantemente i desideri dell’altro e si rende utile in ogni momento. Lo fa magari pulendo la casa e preparando ottimi pasti. Anche in questo caso, la perfezione è d’obbligo.
Non manca mai la veste del bravo studente. È la veste di chi passa le giornate intere a studiare solo per portare ottimi voti a casa e vedere lo sguardo fiero dei genitori.
Infine, si sperimenta la veste del bravo lavoratore, di quello che lavora tantissimo e fa continui straordinari. Si reca in azienda anche quando è malato, pur di mantenere ottima la reputazione e la produzione aziendale.
Si potrebbe continuare all’infinito con questo elenco di maschere. La vera domanda profonda che devi porti è in quale di questi specchi ti stai riflettendo oggi, dimenticandoti completamente di chi sei davvero.

A volte basta davvero pochissimo per cambiare e deviare il corso di un’intera esistenza. Basta una semplice frase sentita ripetere come un mantra fin da bambini. Un’aspettativa non detta a voce, ma impressa a fuoco nel DNA del clan familiare.
Basta un condizionamento comune come la classica frase che recita che di arte non si campa, pronunciata con un apparente e freddo pragmatismo. Da quel momento, non terrai mai più un colore o un pennello in mano, seppellendo per sempre il tuo talento e la tua natura profonda.
Oppure basta la spinta a trovarsi un contratto a tempo indeterminato. Questo può portarti a lavorare per un’intera vita, aspettando unicamente lo stipendio a fine mese o la tanto sospirata pensione. Non importa che si tratti di un lavoro che non ami, che non ti appaga minimamente e che non fa esprimere la meraviglia che sei.
L’unica cosa importante, in quel preciso momento, diventa vedere la soddisfazione e il sollievo del clan quando porti a casa la sicurezza economica. Certo che è importante avere un introito economico per vivere, non si sta parlando di questo. Il focus reale deve essere un altro: cosa ti muove davvero nel profondo? Chieditelo.

Se in questo momento ti senti smarrito, se non hai le idee del tutto chiare e ti riconosci perfettamente in queste parole, non devi spaventarti. Questo è in realtà il primo passo importante. Rendersi conto di non ricordare più chi si è e accorgersi di quegli strati di tessuto pesante che ci si porta addosso da anni rappresenta l’inizio della vera libertà.
Voglio aiutarti a guardare in faccia questi meccanismi, per comprendere dove finiscono le aspettative degli altri e dove inizi finalmente tu nella tua unicità. Per questo, ho strutturato un percorso specifico di evoluzione.
Ti invito a scoprire tutti i dettagli di questa esperienza trasformativa visitando la pagina dedicata a https://www.crea-te.it/cio-che-non-sono. Lì troverai una spiegazione approfondita di come l’arteterapia possa aiutarti a togliere ciò che non ti appartiene.
Forse senti il bisogno di intravedere una possibilità concreta per la tua vita, vuoi conoscermi meglio o desideri semplicemente iniziare a fare spazio a ciò che vuoi diventare. In tutti questi casi, puoi scrivermi in privato per avviare il tuo cambiamento attraverso la pagina https://www.crea-te.it/contattami. Sarà uno spazio protetto e privo di giudizio in cui potrai fare tutte le domande che desideri.
di ANTONIETTA CARNEVALE